martedì 13 maggio 2008

the widht of a circle

Coordinate: ultimo disco degli Afterhours, seconda traccia, ‘E’ solo febbre’, 2 minuti e 12 secondi. No, non è solo febbre. Lucidità ed ebbrezza. Grande stile, diceva qualcuno.
Rock, orchestrazione dodecafonica, trattamento elettrico, scomposizione ritmica, poesia. Tutto ordinato a tracciare una traiettoria che fa piombare nel bel mezzo della canzonetta italiana di facile consumo le estreme possibilità espressive della – pardon – pop music.
Nell’aura di ‘E’ solo febbre’ c’è l’assimilazione di una buona parte del novecento musicale; e c’è la fredda demarcazione di una nuova ipotesi costruttiva per la canzone d’autore italiana. Esagero? Forse, ma fa niente.
Di sicuro a Manuel Agnelli l’anno bisestile porta consigli e rivoluzioni. ‘Hai paura del buio’, seconda traccia, '1.9.9.6'.: ‘gli architetti sono qua / hanno in mano la città / Cambia rotta cambia stile / scopri l’anno bisestile’. 2008, ‘E’ solo febbre’: ‘cambiare stile falciando teste / cambiare amore cambiare veste / tradire tutti per non star solo / qualsiasi cosa se piacerà’.
Ripeto: grande stile. ‘Essere razionali mentre ti gira la testa’.



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